Astana FC: dopo il ciclismo Nazarbaev ci prova con il calcio

Non capita tutti i giorni di vedere una partita con tre autogoal (sulle quattro reti totali). Eppure l’incontro di Champions League Astana FC – Galatasaray di martedì scorso verrà ricordato per altro: il 2-2 finale sancisce infatti il primo punto di una squadra kazaka in una competizione europea. Un risultato storico per un paese da sempre considerato (geograficamente e…calcisticamente) periferico nella mappa del continente, la cui nazionale è non a caso ultima nel suo girone di qualificazione a Euro2016 con due miseri punti e soli cinque goal fatti in otto partite.

Foto di gruppo dell'Astana Pro Team. Al centro il messinese Vincenzo Nibali, capitano. Sullo sfondo, il pullman della squadra non lascia spazio all'immaginazione: logo del fondo Samruk Kazyna e pubblicità in vista di Expo 2017
Foto di gruppo dell’Astana Pro Team. Al centro il messinese Vincenzo Nibali, capitano. Sullo sfondo, il pullman della squadra non lascia spazio all’immaginazione: ben in vista il logo del fondo Samruk Kazyna e la pubblicità del prossimo Expo. Indovinate dove…

Come si spiega allora questo “exploit”? Per capirlo occorre fare un passo indietro. Anzi due: uno nel recente passato e uno…in un altro sport, il ciclismo. Siamo nel 2007 e il glorioso team noto in passato come Once e ora come Liberty Seguros è alle corde: il direttore sportivo Manolo Saiz è pesantemente implicato nell’ormai celebre Operación Puerto, lo scandalo-doping che coinvolge tra l’altro campioni del calibro di Alberto Contador, Ivan Basso e Jan Ullrich. La compagnia assicurativa spagnola decide quindi di ritirare la propria sponsorizzazione e il team è alla disperata ricerca di un sostituto. Sostituto che non si fa attendere: si tratta di un consorzio tra le cinque maggiori aziende energetiche kazake, patrocinato dal governo. Il nome? Astana, come la città dal 1997 capitale del Paese. Ideatore di questa e di altre operazioni è il dominus incontrastato dell’immensa repubblica centroasiatica, Nursultan Äbişulı Nazarbaev: primo ministro dell’allora Repubblica Sovietica del Kazakhstan dal 1984 al 1989, poi per un breve periodo Primo Segretario del Comitato Centrale del partito comunista locale e infine, dal 1990, Presidente del nuovo Kazakhstan indipendente. In una parola, da oltre trent’anni, il “sultano della steppa”.

Oggi, l’Astana Pro Team è una delle realtà più vincenti del panorama delle due ruote: in otto anni sono arrivati due Giri d’Italia (con lo stesso Alberto Contador e poi con l’italiano Vincenzo Nibali), due Tour de France (stessi vincitori) e due Vuelta a España (ancora Contador e poi, appena tre settimane fa, un altro italiano: Fabio Aru), oltre a due edizioni di una classica-monumento come la Liegi-Bastogne-Liegi. “E’ il momento di diffondere il marchio-Kazakhstan in altri sport”, deve aver pensato Nazarbaev. La scelta ricade sulle enormi potenzialità economiche e mediatiche del calcio e l’occasione arriva nel 2009, quando il club della vecchia capitale Almaty, l’Almatı Fwtbol Klwbı, dichiara la bancarotta ad appena nove anni dalla sua fondazione. Giocatori e staff, su ordine presidenziale, si trasferiscono armi e bagagli nella nuova capitale dove vengono accorpati al club locale, l’FC Megasport. Nasce così il Lokomotiv Astana che due anni più tardi assumerà l’attuale denominazione.

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Il valore della rosa attuale non supera i 15 milioni di euro; per intenderci, quella del Barcellona ne vale poco meno di 600. Tutt’altro discorso, però, riguarda il patrimonio della Samruk-Kazyna, il fondo sovrano che dell’Astana FC è proprietario e che controlla anche, tra gli altri, la rete ferroviaria nazionale, la compagnia statale di gas e petrolio (la KazMunayGas, seconda solo a Gazprom per fatturato) e quella che si occupa dell’estrazione dell’uranio (la Kazatomprom). In totale, si parla di oltre 66 miliardi di euro. I risultati non si sono fatti attendere: in breve tempo alla corte del sultano sono arrivati molti validi elementi dal ben più quotato campionato russo oltre ai migliori prospetti nazionali. E così, lo scorso anno i gialloblu sono riusciti a riportare il titolo ad Astana per la prima volta dal fallimento nel 2009 dell’Astana 1964, la storica squadra nata negli Anni Sessanta sull’onda della “campagna delle terre vergini” di Nikita Chruščev, durante la quale quello che fino ad allora era un piccolo villaggio agricolo della steppa venne invaso da un’orda di braccianti russi assetati di terra.

9 novembre 2014. L'Astana FC è campione del Kazakhstan per la prima volta nella sua brevissima storia
9 novembre 2014. L’Astana FC è campione del Kazakhstan per la prima volta nella sua brevissima storia

La vittoria del campionato dà al club la chance di centrare l’obiettivo dei gironi di Champions League. Un risultato che equivarrebbe a una vittoria per il calcio kazako: il club a essere arrivato più vicino all’obiettivo fu nell’estate di due anni fa lo Shakhter Karagandy, che dopo un’incredibile vittoria in casa per 2-0 contro gli scozzesi del Celtic fu beffato al 93′ nella partita di ritorno a Glasgow. Lo 0-3 finale consentì comunque ai kazaki di disputare la fase a gironi dell’Europa League: in ogni caso un record. Quella che si ritrova davanti l’Astana a fine luglio di quest’anno è una vera e propria montagna da scalare: due turni preliminari più uno spareggio per potere entrare nell’Olimpo del calcio europeo. Primo ostacolo i campioni sloveni del Maribor: i kazaki, pur non partendo teste di serie, sono bravi a ribaltare la sconfitta per 1-0 in Slovenia con uno splendido 3-1 in casa. Poi è la volta dell’HJK Helsinki, campione di Finlandia in carica: in questo caso l’Astana fatica non poco a piegare la resistenza dei finlandesi e dopo lo 0-0 a Helsinki, in casa strappa la qualificazione all’ultimo respiro con un 4-3 da cardiopalma.

Nemanja Maksimović festeggia la vittoria del campionato under-20 lo scorso giugno a Auckland, in Nuova Zelanda
Nemanja Maksimović festeggia la vittoria del campionato under-20 lo scorso giugno a Auckland, in Nuova Zelanda

Ed eccoci allo spareggio, fatale due anni prima ai cugini del Karagandy. Gli avversari sono i campioni ciprioti dell’Apoel Nicosia, capaci quattro anni di giungere fino ai quarti di finale della competizione. L’Astana parte di nuovo sfavorita ma in casa riesce a imporsi per 1-0. Sul match di Nicosia aleggiano i fantasmi dello Shakhter che due anni prima vide i propri sogni infranti proprio nella partita di ritorno. Ma il Neo GSP non è il Celtic Park e, dopo l’iniziale vantaggio dei ciprioti, a 6′ dal triplice fischio il promettentissimo ventenne serbo Nemanja Maksimović, fresco campione del mondo under-20 con la sua nazionale, pareggia i conti spedendo l’Astana in paradiso.

L'avveniristica Astana Arena, candidata a ospitare parte della fase finale di Euro 2020
L’avveniristica Astana Arena, candidata a ospitare parte della fase finale di Euro 2020

È lui, insieme all’idolo locale Tañat Nöserbayev (ironia della sorte, quasi omonimo del padre padrone del paese), la punta di diamante di questa squadra. Una compagine modesta che per ora non sta affatto sfigurando tra le grandi: dopo la sconfitta (2-0) all’Estádio da Luz contro il Benfica, maturata solo nel secondo tempo, martedì è arrivato appunto il primo storico punto in casa con i turchi del Galatasaray. Ora i kazaki sono attesi alla prova più difficile: i prossimi due impegni li vedranno impegnati contro l’Atlético Madrid di Simeone, prima al Vicente Calderón e poi, due settimane dopo, all’Astana Arena. Già, lo stadio: si tratta di uno degli impianti più moderni del continente (ammesso che il Kazakhstan si possa considerare Europa: per intenderci, il meridiano di Astana è lo stesso di Peshawar, in Pakistan). Inaugurato nel 2009, è costato ben 185 milioni di dollari, scuciti – tanto per cambiare – dal fondo Samruk-Kazyna e quindi, per diretta emanazione, dal governo. L’inaugurazione è avvenuta proprio in occasione dell’esordio dell’Astana FC in prima divisione: segno che il “sultano” Nazarbaev covava da tempo il progetto di sbarcare nel dorato mondo del pallone. 30mila posti a sedere dotati di ottima visuale, erba sintetica di ultimissima generazione, tetto retrattile: tutto è pronto per fare di questo gioiello una delle 13 sedi ospitanti di Euro 2020, il primo campionato europeo itinerante. Manca solo la conferma della Uefa.

I calciatori stranieri tra i gialloblu sono pochi: oltre al già citato Maksimović e al capitano Marin Aničić, bosniaco, ci sono un ucraino, un colombiano, un congolese e un centrafricano; tutti peraltro ai margini nelle rispettive nazionali. Lo zoccolo duro è composto da kazaki: Nazarbaev ha “caldeggiato” l’approdo dei migliori prospetti del paese nel club…di Stato. L’idea è quella di concentrare tutti gli sforzi su questo laboratorio calcistico, nella speranza che possa fare da volano a un movimento comunque in crescita. Mai come l’economia del paese (il Pil è stabile sul +8% ogni anno) ma comunque in crescita…

Emiliano Mariotti

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