Carpi, Sassuolo e le altre. I distretti calcistici d’eccellenza (parte 2)

La festa dei giocatori e dei tifosi del Bassano Virtus allo stadio Rino Mercante al termine della semifinale di ritorno con la Reggiana.
La festa dei giocatori e dei tifosi del Bassano Virtus allo stadio Rino Mercante al termine della semifinale di ritorno con la Reggiana.

Dalla provincia di Modena, dove ci eravamo fermati nella prima parte di questo viaggio, ci spostiamo nel Vicentino. Siamo a Bassano del Grappa, 43.000 abitanti ai piedi delle Prealpi venete. Una tranquilla e operosa cittadina nota ai più per il suo ponte sul Brenta intitolato agli Alpini e per l’omonimo distillato. In questi giorni però tra i tavolini di Piazza Libertà tiene banco una sola domanda: ce la farà la Virtus?

Con la vittoria ai rigori di ieri pomeriggio, infatti, la squadra cittadina si è qualificata alle finali dei playoff di Lega Pro. In un doppio confronto con il Como (andata al Sinigaglia, ritorno al Rino Mercante di Bassano) i veneti proveranno a centrare la prima, storica promozione in serie B. Un traguardo fino a pochi anni fa impensabile per una formazione che ha vissuto gran parte della propria storia nei meandri delle categorie dilettantistiche.
[In realtà i giallorossi erano saldamente in testa al proprio girone fino a due giornate dalla fine, lanciati verso la promozione diretta. E invece, il 28 aprile la Corte d’Appello Federale ha deciso di ridurre a 3 (dagli 8 iniziali) i punti di penalizzazione del Novara, che ha così raggiunto il Bassano in cima alla classifica, superandolo in virtù degli scontri diretti]

Renzo Rosso, il
Renzo Rosso, il “genio del jeans” con il Ponte degli Alpini di Bassano sullo sfondo. Fondatore e presidente della Diesel, è patron del Bassano Virtus da vent’anni.

L’AC Bassano nasce nel 1920. Nel 1968 si fonde con l’AC Virtus e diventa AC Bassano Virtus: una fusione che almeno all’inizio non sembra dare frutti. Finché nel 1996, il club viene rilevato dall’imprenditore tessile Renzo Rosso, fondatore della catena Diesel, e la società cambia nome in Bassano Virtus 55 Soccer Team. 55 come l’anno di nascita di Rosso e come il nome della linea di abbigliamento ideata dal figlio di Renzo, Andrea. Una storia di successo iniziata nel lontano 1978 quando il padovano Rosso fonda a Molvena, una decina di chilometri a ovest di Bassano, la multinazionale dei jeans. Nel 2005 per i giallorossi arriva la prima, storica promozione tra i professionisti, in quella che allora si chiamava C2. Oggi, a distanza di dieci anni, la Virtus è a due partite dal sogno. Il presidente Stefano Rosso, secondogenito di Renzo, ha già fatto sapere di essere disposto a mettere in regola lo stadio Rino Mercanti (3mila posti scarsi ricavati in un velodromo) in caso di promozione nella serie cadetta.

Per un “distretto calcistico” che sogna ce n’è uno sprofondato nell’incubo della retrocessione: il Cittadella dopo 7 anni di serie B non è riuscito a scampare alla discesa in LegaPro. Siamo sempre in Veneto, a 30 km da Padova. Cittadella è un magnifico borgo fortificato di 20.000 anime ad appena mezz’ora di auto proprio da Bassano. Unica squadra locale è l’AS Cittadella, nata nel 1973 dalla fusione tra U.S. Cittadellese e A.C. Olimpia, e ininterrottamente tra i professionisti dal 1993. L’artefice della favola dei 7 anni in B, però, è Andrea Gabrielli.  Chi è Andrea Gabrielli? Il figlio di Angelo, fondatore della Gabrielli Siderurgica che, nata 60 anni fa proprio a Cittadella, è oggi il secondo gruppo siderurgico italiano.

Giancarlo Pasinato, campione d'Italia con l'Inter nel 1980, iniziò e terminò la carriera nel Cittadella, la squadra della sua città. Sulla maglia lo sponsor era già Gabrielli Siderurgica.
Giancarlo Pasinato, campione d’Italia con l’Inter nel 1980, iniziò e terminò la carriera nel Cittadella, la squadra della sua città. Sulla maglia lo sponsor era già Gabrielli Siderurgica.

Il calcio è sempre stata una passione di famiglia: fu proprio Angelo a rilevare l’Olimpia nel 1967 e a decidere sette anni dopo di fonderla con i rivali della Cittadellese. Dopo esser riuscito a centrare la prima promozione nella serie cadetta nel 2000, Gabrielli bissò il traguardo nel 2008. Questa volta però la sua gioia durò poco: fece appena in tempo a vedere la salvezza dei granata prima di spegnersi a 83 anni nel luglio del 2009. Dalla stagione successiva, il club passò nella mani del figlio Andrea, mentre l’azienda venne rilevata dal fratello Piergiorgio. Ora, l’inferno della Lega Pro. Ma la società è solida e ha annunciato di voler tornare tra i cadetti già dalla prossima stagione.

A tentare l’assalto alla serie B il prossimo anno ci sarà anche il Tuttocuoio, società di Ponte a Ergola, frazione di San Miniato in provincia di Pisa. Nemmeno 5mila abitanti a una quindicina di chilometri da Empoli, da sempre considerata la capitale del calcio di provincia: gli azzurri hanno disputato quest’anno il loro decimo campionato di A. Un risultato incredibile per un club di una città che non è nemmeno capoluogo di provincia. Merito soprattutto di Fabrizio Corsi, amministratore delegato di CG Studio Abbigliamento, azienda leader nel campo dell’abbigliamento in pelle. Un settore che nella zona dà lavoro a molte persone.

Sulla tribuna dello stadio Ettore Mannucci di Pontedera, che ospita le gare interne del Tuttocuoio, campeggia la scritta
Sulla tribuna dello stadio Ettore Mannucci di Pontedera, che ospita le gare interne del Tuttocuoio, campeggia la scritta “Piaggio”, il marchio più celebre dell’industria pisana.

Tra questi, gli impiegati della Caravel Pelli Pregiate di Castelfranco di Sotto (a pochi passi da Ponte a Ergola), di proprietà di Andrea Dolfi che dal 2010 è anche il presidente del Tuttocuoio. E’ lui l’artefice della scalata dei neroverdi, passati in una manciata di stagioni dalla Promozione alla Lega Pro. Pelli e calcio: un binomio che in questo angolo di Toscana sembra dare ottimi frutti. Così come l’acciaio a Cittadella, il tessile a Bassano e Carpi e le piastrelle a Sassuolo. Distretti industriali che, grazia alla passione e alla buona volontà, si trasformano in distretti calcistici di successo.

Emiliano Mariotti

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