Carpi, Sassuolo e le altre. I distretti calcistici d’eccellenza (parte 1)

Il presidente della Lazio Claudio Lotito. Romano, 58 anni, Lotito è considerato il principale sponsor del presidente della Figc Carlo Tavecchio.
Il presidente della Lazio Claudio Lotito. Romano, 58 anni, Lotito è considerato il principale sponsor del presidente della Figc Carlo Tavecchio.

Lo scorso 28 gennaio Pino Iodice, direttore generale dell’Ischia Isolaverde, club di Lega Pro, alza il telefono e chiama il presidente della Lazio (e della Salernitana) Claudio Lotito. Quello che Lotito non sa è che Iodice insieme al telefono ha acceso il registratore; il contenuto della conversazione finirà a Repubblica, che lo riporterà integralmente sul suo sito il 12 febbraio, a soli quattro giorni da una cruciale assemblea di Lega.

Incalzato dal dg, il patron biancoceleste promette denaro e riforme per far ripartire la ex-Serie C ma sul finire della telefonata si fa sfuggire una frase destinata a far scalpore. «Ho detto ad Abodi (presidente della Lega di Serie B, n.d.r.): “Andrea, dobbiamo cambiare; se mi porti su il Carpi…una può salire…ma se mi porti due squadre che non valgono un c***o, fra due o tre anni non avremo più una lira”. Perché io, quando vado a vendere i diritti televisivi […], fra tre anni se abbiamo il Latina (dico il Latina), il Frosinone…chi c***o li compra i diritti? Non sanno nemmeno che esiste il Frosinone…il Carpi…». Come è noto, la stampa lo massacrerà e per lui arriverà anche il deferimento da parte della Figc.

Il Carpi come zavorra da evitare, quindi. Come simbolo di quella provincia calcistica così poco appetibile nell’epoca del pallone televisivo. Come favola buona solo per i buonisti ma in realtà deleteria per un sistema già in crisi profonda.

Jerry Uche Mbakogu è il trascinatore del Carpi. Il ventiduenne nigeriano ha già segnato 14 reti. Sulle sue tracce anche il Borussia Dortmund.
Jerry Uche Mbakogu è il trascinatore del Carpi. Il ventiduenne nigeriano ha già segnato 14 reti. Sulle sue tracce anche il Borussia Dortmund.

Ottantaquattro giorni dopo, l’incubo di Lotito si è avverato. Con il pareggio di stasera con il Bari, la formazione emiliana ha raggiunto un’incredibile quanto meritata promozione. Ventuno vittorie, dodici pareggi e solo cinque sconfitte. 57 goal fatti e solo 25 subiti: quella del Carpi è stata una vera e propria cavalcata trionfale. E così mentre la squadra del capoluogo continua a faticare, l’anno prossimo la provincia di Modena avrà ben due club nella massima serie: a fare compagnia al Carpi ci sarà infatti il Sassuolo del Presidente di Confindustria Giorgio Squinzi. Due favole legate a doppio filo a un tessuto di “distretti industriali” che continua a raggiungere risultati di eccellenza anche in tempi di crisi.

Stiamo parlando di due comuni, Carpi e Sassuolo, che insieme superano di poco i 100.000 abitanti. Di due tranquille e operose cittadine nel cuore di quell’Emilia “rossa” capace di riconvertirsi alle esigenze del mondo globale. Carpi tre anni fa è stata pesantemente colpita dal terremoto della bassa ma ha saputo rialzarsi e ora si gode l’appuntamento con la storia. Insieme a Prato, Treviso e Biella, è uno dei quattro poli tessili superstiti in Italia. Qui hanno sede Blumarine (main sponsor del club), Liu Jo, Denny Rose, Twin-Set e Gaudì, quest’ultima di proprietà del patron dei biancorossi Stefano Bonacini. Una storia di successo industriale che si è tradotta presto in trionfo calcistico: ai “Falconi”, nati sei anni fa dalla fusione del Carpi Fc con la Dorando Pietri, sono bastate due stagioni nella serie cadetta per arrivare al vertice del calcio italiano.

Cosa c'entra la maratona olimpica di Londra 1908 con il Carpi Calcio? Proprio a Dorando Pietri, l'eroe di quella maratona (primo al traguardo ma squalificato per aver ottenuto aiuto dai gudici), era intitolata la squadra che nel 2009, appena promossa in serie D, si fuse con il Carpi Fc 1909.
Cosa c’entra la maratona olimpica di Londra 1908 con il Carpi Calcio? Proprio a Dorando Pietri, l’eroe di quella maratona (primo al traguardo ma squalificato per aver sfruttato l’aiuto dei giudici), era intitolata la squadra che nel 2009, appena promossa in serie D, si fuse con il Carpi Fc 1909, dando vita all’attuale società.

Sassuolo invece è la capitale della ceramica: l’industria dell’argilla qui ha una storia secolare e le piastrelle sassolesi sono note in tutto il mondo. Dell’indotto della ceramica fa parte ovviamente anche il settore dei prodotti chimici per l’edilizia. Adesivi, sigillanti, additivi e isolanti, prodotti nei quali la Mapei del milanese e milanista Squinzi è leader mondiale. E da quando nel 2002 l’azienda, che proprio a Sassuolo ha una delle sue dieci sedi italiane, ha acquisito il controllo del club (che già aveva sponsorizzato negli anni Ottanta), i neroverdi hanno scalato in fretta tutte le categorie del professionismo, fino a diventare una realtà affermata del nostro panorama calcistico.

Una veduta dello stadio Sandro Cabassi, teatro dell'impresa de biancorossi. I suoi 4.000 posti ricavati in un velodromo non sono sufficienti per ottenere la licenza in serie A.
Una veduta dello stadio Sandro Cabassi, teatro dell’impresa dei biancorossi. I suoi 4.200 posti scarsi ricavati in un velodromo non sono sufficienti per ottenere la licenza per la serie A.

L’unico inconveniente di queste due favole sportive? Il teatro stesso della favola, il luogo in cui il sogno diventa realtà: lo stadio.
Alla festa per la promozione, stasera, hanno preso parte solo 4.164 persone. Questa la capienza dello stadio Sandro Cabassi, casa dei biancorossi da quasi novant’anni, Una casa che ora i biancorossi potrebbero essere costretti ad abbandonare. Quella del 22 maggio contro il Catania sarà l’ultima gara disputata al comunale? Non è detto. Di certo, un velodromo riadattato a stadio non è la soluzione migliore per ospitare match di serie A. I lavori richiedono tempo e quindi almeno le prime partite della prossima stagione dovranno inevitabilmente essere giocate altrove. Tra le opzioni il Braglia di Modena e il Dall’Ara di Bologna, anche se l’amministrazione comunale sembra intenzionata a far di tutto per far rimanere il Carpi a Carpi.

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L’ingresso del Mapei Stadium di Reggio Emilia, casa del Sassuolo (serie A) e della Reggiana (Lega Pro). Se lo Juventus Stadium è stato il primo (e ultimo, finora) impianto di proprietà di un club in Italia, l’ex “Città del Tricolore” è l’unico impianto in mano a un’azienda.

Il precedente del Sassuolo non rassicura. Fino al 2008 i neroverdi giocavano le partite casalinghe nel centralissimo Stadio Comunale Enzo Ricci, 4.000 posti. Poi, nelle cinque stagioni in B, sono stati ospitati all’Alberto Braglia di Modena, che di posti a sedere ne conta oltre 20.000. Ora che sono serie A, ricevono gli avversari a Reggio Emilia, in quello che un tempo era il “Città del Tricolore” e che oggi si chiama Mapei Stadium: la società di Squinzi l’ha prima ottenuto in affitto e poi acquistato, finanziandone i lavori di ammodernamento che hanno portato anche all’ampliamento delle tribune. Di tornare a Sassuolo non se ne parla nemmeno. Certo, lo stadio è più che confortevole e la distanza (appena mezz’ora di treno) non è proibitiva. Per alcuni però si tratta di una perdita d’identità. Proprio quello che vuole evitare il sindaco di Carpi Alberto Bellelli.

Comunque vada a finire la questione stadio, una cosa è certa: al Carpi non ha regalato niente nessuno. Come ha scritto qualche giorno fa Beppe di Corrado su Il Foglio, il giorno dopo la pubblicazione dell’intercettazione di Lotito è stato tutto un fiorire di tifosi degli emiliani: «ecco il Carpi simbolo, il Carpi immediatamente simpatico a quelli che non sopportano i modi sgraziati del presidente della Lazio. Come se quello fosse diventato il motivo per cui meritasse di andare in serie A». E invece no, il Carpi la serie A se l’è sudata e strameritata. Esprimendo un gioco moderno, compensando con la qualità del gioco l’inferiorità dell’organico e superando senza scomporsi i momenti di crisi, inevitabili per chi rimane in testa per oltre venti giornate.

Perché il concetto di distretto industriale si può, con i dovuti distinguo, trasferire anche sul rettangolo da gioco. Lo dimostra il Carpi, lo dimostra il Sassuolo e lo dimostrano altre realtà, che L’incoscienza di Zeman vi racconterà nella seconda parte di questo viaggio in provincia.

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