La disfida di Barletta. Al calcio moderno

Con la vittoria di lunedì sera sul campo del Martina Franca, il Barletta ha compiuto un passo decisivo verso la salvezza. La squadra pugliese è salita al nono posto del girone C di LegaPro, distanziando di ben 15 lunghezze il Savoia quintultimo. Un risultato straordinario, considerata la situazione societaria dei biancorossi.

Dimenticate i patron in giacca e cravatta. Ecco a voi Donato Fanelli, capocurva diventato Presidente del Barletta Calcio.
Dimenticate i patron in giacca e cravatta. Ecco a voi Donato Fanelli, capocurva diventato Presidente del Barletta Calcio.

Dal 16 febbraio infatti la squadra è senza Presidente, senza segretario e senza direttore generale. O meglio, un presidente ad interim ce l’ha. Si chiama Donato Fanelli e fino a un mese fa era il capo della curva barlettana. A lui il presidente uscente, l’immobiliarista ligure Giuseppe Perpignano, ha affidato la procura per trovare un acquirente nel giro di sei mesi.

Perpignano aveva rilevato la società a giugno, a costo zero. Promesse da vertice, nomi altisonanti e contratti onerosi che avevano fatto sognare una piazza che attende da 25 anni il ritorno in serie B. Un quarto di secolo in cui si sono susseguiti il fallimento del ’95, la ripartenza dall’Eccellenza, perfino il rischio di retrocedere in Prima Categoria e poi, finalmente, la risalita.

A dicembre, i soldi di Perpignano sono già finiti: i calciatori non ricevono stipendio da ottobre e la Lega punisce il Barletta con due punti di penalizzazione, che nel frattempo sono diventati sei. Parte la smobilitazione: i giocatori migliori se ne vanno e tutto sembra lasciar presagire il peggio. E invece, da quando la società è passata, seppur per procura, in mano ai tifosi, i biancorossi hanno tenuto botta tanto che senza la penalizzazione ora sarebbero già salvi.

I giocatori devono provvedere personalmente a vitto e alloggio, mentre alle partite casalinghe e alle trasferte ci pensano i tifosi. Hanno aperto un conto corrente e stanno cercando sostegno dagli imprenditori. Chiunque può partecipare alla “colletta”. «Dobbiamo essere sicuri che questi soldi vadano in mani sicure e non favoriscano in alcun modo Perpignano e i suoi più stretti collaboratori che hanno permesso questo scempio», si legge nel comunicato.

I giocatori del Barletta festeggiano sotto il settore ospiti la vittoria di lunedì in casa del Martina Franca.
I giocatori del Barletta festeggiano sotto il settore ospiti la vittoria di lunedì in casa del Martina Franca.

Per una squadra senza padrone che fa risultati anche senza soldi si è mobilitata tutta la città: da ultimo anche il sindaco Pasquale Cascella, consigliere di Giorgio Napolitano durante il suo primo settennato. I calciatori, a volte, sanno essere anche galantuomini: senza un euro, si sono affidati al proprio orgoglio per rendere omaggio alla città che avevano scelto sei mesi fa, attratti certo da altre promesse. Giocare con l’ombra di un (nuovo) fallimento e del conseguente addio al mondo dei professionisti non è facile. Ma, verrebbe da dire, Barletta è abituata alle sfide.

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