Asia, Oceania o Europa? Dov’è Israele?

Tre vittorie in altrettante partite con nove goal fatti e solo due subiti. È il ricco bottino raccolto finora dalla nazionale israeliana nel proprio girone di qualificazione a Euro2016. Girone che Israele per ora conduce in solitaria davanti a Galles, Cipro e Belgio. Certo, la strada è ancora lunga, ma le premesse sono ottime.

La nazionale israeliana campione d'Asia nel 1964. Nel torneo disputato in casa, gli israeliani superarono India, Corea del Sud e Hong-Kong
La nazionale israeliana campione d’Asia nel 1964. Nel torneo disputato in casa, gli israeliani superarono India, Corea del Sud e Hong-Kong

Per i bianco-azzurri si tratterebbe della prima storica partecipazione al campionato europeo. Eppure, nella loro bacheca campeggiano quattro medaglie asiatiche: due d’argento, una di bronzo e una d’oro, nel lontano 1964. Fino al ’74, infatti, la confederazione d’appartenenza della nazionale di Davide è stata la AFC (Asian Football Federation). Com’è naturale, verrebbe da dire.

Così come per l’Australia, che proprio oggi si è qualificata campione d’Asia, sarebbe più naturale prendere parte, se solo non le andassero così strette, alle competizioni della confederazione oceaniana (Ofc). La stessa che tra il ’74 e il ’78 e tra l’85 e il ’91 ha ospitato provvisoriamente la nazionale israeliana, radiata dal suo continente d’appartenenza.

Un'immagine della nazionale israeliana oggi. Con la fascia di capitano il giocatore più rappresentativo, Yossi Benayoun. Per lui anche un passato al Liverpool
Un’immagine della nazionale israeliana oggi. Con la fascia di capitano il giocatore più rappresentativo, Yossi Benayoun. Per lui anche un passato al Liverpool

Quarant’anni fa, infatti, su pressione della Lega Araba, l’Afc estromise Israele da ogni competizione. Va detto che già da tempo si evitavano, tramite sorteggi “pilotati”, incontri eccessivamente pericolosi: Giordania, Libano, Siria ed Egitto non erano propriamente nazionali amiche del popolo ebraico. Ma dopo il massacro di Ma’alot e la conseguente rappresaglia israeliana, chi prima era solo infastidito dalla presenza della nazionale di Tel Aviv fece saltare il tavolo. E così per la nazionale ebraica iniziò un ventennio di peregrinazione calcistica, che la porterà a chiedere ospitalità prima in Oceania e poi in Europa. Ospitalità concessale solo in parte: sì alla sua partecipazione alle qualificazioni mondiali, niente da fare invece per le competizioni continentali. Per intenderci, Israele non ha rischiato di laurearsi campione d’Oceania. Con buona pace di tutti gli amanti della geografia.

Poi, a inizio anni Novanta, la svolta: Tel Aviv chiese di entrare a titolo definitivo nell’Uefa e già dalla stagione 1992-93 le squadre israeliane furono ammesse alle tre Coppe europee (c’era ancora la Coppa delle Coppe). Nel 1994 l’ufficialità: Israele diventa a tutti gli effetti un membro Uefa. Da allora, però, non è ancora mai riuscito a qualificarsi a una fase finale di un Europeo. E, a parte i quarti di finale di Coppa Uefa raggiunti dall’Hapoel Tel Aviv nel 2002, sono stati modesti anche i risultati dei club.

L’unico Mondiale finora disputato da Israele resta quello del 1970. In Messico, inserita nel girone B in compagnia dell’Uruguay, della Svezia e di noi italiani, la selezione israeliana non sfigurò affatto: perse 2-0 con gli uruguagi all’esordio ma bloccò sul pareggio sia gli scandinavi sia gli azzurri, futuri finalisti della competizione. Per 90′ i bianco-azzurri resistettero alle incursioni di Mazzola e compagni:

P.S. Nel basket (lo sport di gran lunga più seguito nel paese e quello che gli ha riservato maggiori glorie: una medaglia d’argento agli Europei del ’79 e ben 6 Euroleghe per il club più rappresentativo, il Maccabi) la decisione di far parte della federazione europea risale addirittura al 1953, in occasione del campionato europeo disputato nell’Unione Sovietica. Con il calcio c’è voluto decisamente di più.

Emiliano Mariotti

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Un pensiero su “Asia, Oceania o Europa? Dov’è Israele?

  1. Tutto vero, ma Israele bloccò l’Italia sullo 0-0 a causa di una direzione arbitrale discutibile che annullò a Riva due gol regolarissimi. Tant’è che pure il solitamente placido Carosio perse le staffe, apostrofando a mali parole il malcapitato guardalinee etiope. Parole che gli costarono il posto di telecronista delle partite della Nazionale: al suo posto, fu promosso il suo vice Nando Martellini.

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